Un rating per le società partecipate del Comune

19 settembre 2019 | 15:31
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Un rating per le società partecipate del Comune

Un rating per le società partecipate del Comune di Lucca sul modello di Standard and Poor’s. È questa la principale evoluzione delle funzioni dell’ufficio partecipate, di cui si è dotato il Comune di Lucca e che ultimamente si è strutturato, sotto la direzione del dirigente dei servizi finanziari Lino Paoli, grazie all’apporto delle dottoresse Scartezzini, Aromoli e Gini.
A spiegare storia e funzioni dell’ufficio, in commissione partecipate presieduta da Claudio Cantini di Lucca Civica l’assessore e vicesindaco Giovanni Lemucchi, il dirigente Lino Paoli e tutte le componenti dell’ufficio.

Per l’assessore Lemucchi la nascita dell’ufficio è un punto d’orgoglio dell’amministrazione Tambellini: “Dal 2013 a oggi – dice – abbiamo svolto una serie di azioni che hanno portato alla razionalizzazione delle società che fanno capo a Lucca Holding. Siamo partiti nel 2013 che l’ufficio non esisteva e tutto faceva capo alla holding. Ora con l’ultima riorganizzazione e con la delibera dello scorso 3 settembre sono stati ridefiniti gli assetti del personale e le funzioni. Si tratta della fine di un percorso che ora ci permette di effettuare non solo il controllo analogo richiesto dalla legge ma anche di avere sotto gli occhi la situazione di tutte le società”.
Duplice è stato l’obiettivo della riorganizzazione voluta dalla giunta Tambellini: “Prima cosa era necessario – spiega ancora Lemucchi – l’adeguamento alle regole del testo unico sulle società partecipate. L’altro obiettivo era quello di garantire un controllo politico in senso ampio delle società affinché attuino gli indirizzi forniti. Con questa riorganizzazione c’è stato un grandissimo salto di qualità e la struttura si è affinata per affrontare in maniera efficiente tutte le problematiche”.
La storia dell’ufficio la racconta il dirigente Lino Paoli: “Avevamo una pagina bianca da scrivere – ricorda – e lo abbiamo fatto in stretta collaborazione con la Lucca Holding, grazie anche all’apporto di Andrea Bortoli. Come prima cosa abbiamo iniziato un lungo lavoro di revisione e di verifica delle normative, che sono cambiate più volte nel corso degli anni, per operare una riorganizzazione della Lucca Holding. Dal 2013 a oggi ogni anno è stata approvata una delibera sulla razionalizzazione delle partecipate e in alcuni casi, come nel 2015, siamo stati fra i primi in Italia ad adeguarci alle normative esistenti. Ogni anno il processo è stato perfezionato con una serie di interventi e ad oggi l’opera è stata completata. A questo punto il Comune può dare le linee di indirizzo a Lucca Holding, che agisce nelle società in quel senso attraverso il regolamento di gruppo”.
L’ufficio dedicato, quindi, serve per una serie di adempimenti che aiutano il Comune in questa funzione: “Abbiamo vissuto questi anni – prosegue il dirigente Lino Paoli – su un doppio binario: La creazione di una catena di comando disciplinata e un modello più snello e meno costoso delle società. Abbiamo per questo voluto stabilizzare l’ufficio perché l’amministrazione potesse fare scelte consapevoli e informate. Il lavoro più importante è stato, ovviamente, quello della scissione asimmetrica di Gesam. Adesso, al termine di un percorso, siamo in grado di conoscere la nescessità delle partecipate e di misurare costi e obiettivi raggiunti”.
“Questo – specifica Paoli – è il primo anno in cui si è riusciti a indicare per ciascuna società controllata gli obiettivi di performance stabiliti dalla giunta, valutti nel corso del tempo per fare scelte utili per l’anno successivo. Tutto questo sarà inserito nel Dup 2020-2023 e verrà messo poi su un sistema di monitoraggio per misurare la sostenibilità delle attività controllate. Nello specifico si è adottata una delibera condivisa in cui abbiamo stabilito dei vincoli in tema di spese intermedie: trasferte, premialità, spese accessorie, eccetera. Da tre anni, inoltre, approviamo anche un bilancio consolidato con risultati sempre positivi”.
Del sistema di valutazione parla nel dettaglio la dottoressa Scartezzini. “Di ciascuna società – spiega – sono valutate quattro macro aree: redditività, liquidità, equilibrio strutturale e sviluppi. Grazie a questi valori abbiamo messo su un sistema di rating mutuando le metodologie di Standard and Poor’s. A ciascuna società viene dato un punteggio da 0 a 3 più un coefficiente stabilito per neutralizzare la disomogeneità delle varie aziende. Poi tutto viene inserito in una scala di diversi colori: verde, giallo e rosso. Tutte le società del Comune di Lucca rientrano al momento nella fascia verde. Alcune sono nei primi valori dell’incertezza ma dobbiamo approfondire l’analisi perché sono società che nel 2018 hanno subito eventi straordinari”.
Un metodo, quello attuato con le partecipate che, annuncia Paoli, verrà esteso anche agli uffici: “Affiancheremo – spiega – l’esperienza acquisita per i soggetti esterni anche agli assetti interni dell’amministrazione”.
La seconda parte della commissione è destinata al dibattito. Lo apre, polemicamente, Marco Martinelli: “La società Lucca Holding è nata sotto la guida delle giunte di centrodestra e le società partecipate hanno rappresentato negli anni il fiore all’occhiello per Lucca contribuendo alla crescita economica ed occupazionale della città. Con l’avvento dell’amministrazione Tambellini si è provveduto a smantellare progressivamente queste società e Lucca Holding (madre di tutte le società comunali) si è gradualmente trasformata, da strumento operativo a dirigente politico. Temi spinosi, come quello di Gesam, ad esempio, sono stati dibattuti in consiglio comunale, solamente alla fine del percorso di definizione, in una sola seduta, quando la maggioranza ha proceduto all’approvazione della Delibera che ne ha sancito la scissione asimmetrica e la vendita di Gesam Gas & Luce. I disegni politici di medio e lungo termine sono sempre mancati; l’amministrazione Tambellini si è sempre affidata alle indicazioni provenienti da una sola direzione, senza preoccuparsi delle conseguenze, e senza dare evidenza circa i reali obiettivi che voleva perseguire. Un modo di operare ed amministrare una città, che ha ridotto Lucca all’ombra di se stessa”.
Risponde d’impeto l’assessore Lemucchi: “Capisco la polemica politica – dice – ma siamo a presentare la fine di un percorso che ha portato a dei risultati evidenti. Prima non c’era nulla, c’era solo Lucca Holding e nessuna delibera passava dalle commissioni, dal Consiglio e dal parere dei revisori. Tutte le nostre operazioni, invece, sono passate al vaglio di Palazzo Santini. Sono perplesso, quindi, dalla ricostruzione di Martinelli, quando solo di compensi abbiamo effettuato una riduzione di 650mila euro e in più tutte le società del gruppo sono in utile”. Quando alla Salt, precisa Lemucchi “è stata un’operazione effettuata nel momento giusto. Quando la Provincia a provato a vendere le quote alla famiglia Gavio hanno offerto la metà rispetto a quello che abbiamo ottenuto noi”.
Per il presidente Cantini il percorso è stato studiato e ha comportato un tempo lungo “perché non si poteva far perdere il posto di lavoro a tante persone. Abbiamo riportato nella legalità i contratti Sinergo e Calore, i cimiteri, il Polo Fiere e in alcuni casi abbiamo anche anticipato le normative. Gesam Gas e Salt? Sono state vendute perché così prevedevano le normative”.
“Fare chiarezza su queste situazioni – è la chiosa di Martinelli – è anche nel vostro interesse, visto che parlate così spesso di trasparenza”.
Il consigliere del Movimento Cinque Stelle, Massimiliano Bindocci, è soddisfatto della realizzazione dell’ufficio partecipate (“La scelta è importante e utile – dice – e dà al Comune la capacità di lavorare senza rimettersi a terzi”) ma rimane critico su alcune scelte: “Questo lavoro – dice – non può finire qui. Bisogna intervenire sulla centrale unica di acquisto, per evitare che lavori vengano affidati ciclicamente sempre alle stesse ditta anche se con importo sotto soglia. Quanto alle partecipate è vero che in passato c’erano cose turche, ma ne ho viste fare anche da questa amministrazione nel momento della nomina dei nuovi vertici. L’ufficio è uno strumento utile ma serve la stessa attenzione anche su altri temi”.
Chiude la commissione l’intervento di Alberto Bertolaccini, dello staff del sindaco, che saluta prima di approdare alla guida della ragioneria del Boccherini: “Adesso – spiega – gli strumenti ci sono, ma vanno saputi utilizzare. Dopo la crescita di Lucca Holding Servizi e di Lucca Crea anche la Metro è destinata a un grande futuro”.

Enrico Pace