Manifattura sud, Panchieri (Pd): “Basta polemiche a prescindere”

Il segretario del circolo del centro storico: “Adesso bisogna semplicemente avere un po’ di pazienza e attendere l’evoluzione della situazione dopo l’esito dell’asta pubblica”
Continuano le polemiche dopo l’esito positivo dell’asta pubblica su una porzione della manifattura sud. Se nei giorni scorsi i consiglieri di opposizione hanno criticato la scelta dell’amministrazione – chi per un verso, chi per un altro – a prenderne le difese è ora il circolo del Centro storico del Partito democratico Roberto Panchieri.
“Dopo un giorno di sconcerto e di riflessione è ripartito il cannoneggiamento della variegata compagnia di giro degli oppositori a prescindere, a cui, con argomentazioni singolari, si sono alla fine aggiunti i consiglieri, comunale e regionale, Martinelli e Fantozzi – riepiloga Panchieri -. Evidentemente tutti pensavano che l’asta sarebbe andata deserta e invece. Adesso il problema è diventato un altro: al di là delle forme e delle procedure il sindaco, che ha già personalmente richiesto un incontro alla parte acquirente, dovrebbe svelare chissà quale nome del nuovo, in via provvisoria, proprietario, per soddisfare le varie curiosità. Qualcuno, sfiorando il ridicolo, si è persino spinto a richiedere a Comune, Ministero, Regione, Provincia, di esercitare un presunto diritto di ‘prelazione culturale’, immemore del fatto che proprio il ministero delle finanze ha ceduto da anni il bene al Comune e che dal 2008, fina dai tempi dell’amministrazione del compianto sindaco Favilla, era scritto (anche nel Piuss) che la parte sud sarebbe dovuta essere affidata o venduta a privati”.
“Altri, gli esponenti Movimento 5 stelle Bindocci e Noferi, accusano l’amministrazione comunale di avere ignorato e sabotato la richiesta di processo partecipativo sottoscritto da 1400 cittadini – prosegue Panchieri -. Ma processo partecipativo su cosa? Su un progetto o su intenzioni e parole? Si rilegga attentamente la legge regionale e si troverà la risposta. I consiglieri Martinelli e Fantozzi accusano, invece, il Comune di avere ‘mal gestito le proposte di Fcrl’. E’ possibile ritenere che, sia pure in periodo di Covid, si sarebbe potuti essere più veloci, ma non va dimenticato che la pratica si è fermata quando i proponenti non hanno risposto alle ultime e decisive richieste della amministrazione. La mia sensazione è che qualcosa, soprattutto nell’ambito tecnico, non abbia funzionato: che non si sia adeguatamente valutata la prevedibile presenza di reperti archeologici ad una profondità incompatibile con la realizzazione di un parcheggio interrato. Ma forse questa è una mia ingenua sensazione e nient’altro. Altri, il movimento politico Azione tirano in ballo la questione della procedura fallimentare relativa ai lavori nella parte nord per spiegarci che è impossibile ‘accelerare il recupero di tutto il grande complesso’ utilizzando anche i proventi della vendita. Ma i ritardi eventuali della procedura fallimentare dovranno essere ascritti al Comune o alla ormai comprovata lentezza della giustizia civile? Se non erro è stata nei giorni scorsi approvata dal parlamento l’apposita riforma. Per terminare, a mio modesto avviso, adesso bisogna semplicemente avere un po’ di pazienza ed attendere l’evoluzione della situazione che si è creta con l’esito dell’asta pubblica”.