Manifattura sud, diffida di SiAmo Lucca: “Comune non perfezioni il trasferimento del bene”

Per Remo Santini ci sono irregolarità e omissioni nella procedura di vendita all’asta per cui l’acquirente potrebbe rivalersi sull’amministrazione
“Abbiamo inviato una diffida al Comune a non perfezionare il trasferimento, al nuovo proprietario, dell’immobile della manifattura sud ceduto all’asta: perché non ci sono i requisiti necessari richiesti dalle norme e dai regolamenti”. L’annuncio della nuova battaglia ingaggiata sulla vicenda è di Remo Santini, capogruppo di opposizione e leader della lista civica SìAmoLucca.
Che spiega su quali punti poggia la richiesta. “La messa in vendita all’asta dell’immobile all’interno del complesso è stata resa possibile grazie ad un’autorizzazione ricevuta dalla Soprintendenza per il naufragato project-financing Coima Fondazione, basata su ipotetici impegni alla valorizzazione dell’immobile e con limitazioni che non contemplano la vendita a pezzi e per destinazioni diverse dal culturale – spiega Santini – La stima del prezzo di compravendita è stata redatta senza seguire il regolamento comunale, evitando di descrivere l’edificio nel contesto, o meglio con tutte le difficoltà di accesso e servitù, che porteranno ad un danno grave alla restante parte sia dal punto di vista funzionale che economico. Per non parlare del vincolo di destinazione prevalente culturale che, tenuto nascosto all’acquirente in fase di gara, costituirà un valido motivo di richiesta danni da parte del compratore”.
Santini si appella direttamente a Tambellini. “Il sindaco prenda atto degli errori commessi in questa maldestra operazione immobiliare di esclusivo danno sia per Lucca, sia verso il compratore “venuto da fuori” – sottolinea – a cui non sono stati comunicati i vincoli, le servitù e le indicazioni della Soprintendenza sulla necessità di mantenere la destinazione prevalente culturale, e annulli tutti gli atti relativi a questa asta scellerata. In queste ore, attraverso una Pec, abbiamo formulato precise richieste di chiarimento per tutte queste strane anomalie legate alla vendita. Il nostro ulteriore richiamo al rispetto della città non proviene da un disco rotto, è piuttosto l’amministrazione Tambellini che è guasta e deve andarsene il prima possibile”.
Aggiunge Santini: “La vendita all’asta della parte della ex manifattura sudpare più una rivalsa personale del sindaco, la propria vendetta per il fallimento della speculazione Coima a favore di un fondo immobiliare chiuso, piuttosto che una effettiva esigenza dell’amministrazione. Tambellini. Il tutto con la complicità dei suoi fidati successori in pectore, Raspini e Vietina“.
Il capogruppo di opposizione fa poi una valutazione finale: “Accantonati i buoni propositi iniziali (chi non ricorda il video del 17 febbraio in cui Tambellini tuonava: “La Fondazione sarà proprietaria degli immobili quindi non c’è alcuna alienazione ad altri che vengono da fuori”) e con una caparbietà veramente fuori dal comune, l’amministrazione di centrosinistra ha voluto distruggere questo patrimonio cittadino vendendone la parte più pregiata ad una società prestanome, che potrà farci o non farci ciò che vorrà”.