Un parco della creatività sul fiume, Barsanti (Difendere Lucca): “Solo propaganda”

Il consigliere di opposizione contro le proposte di Raspini: “Ha avuto otto anni per fare qualcosa, non ha fatto niente”
“Le idee di Raspini per il parco fluviale? Solo propaganda: ha avuto otto anni di tempo per proporle e farle realizzare”. È l’attacco che il consigliere di opposizione di Difendere Lucca, Fabio Barsanti, rivolge all’assessore e candidato sindaco del Pd, dopo l’annuncio di una parco della creatività peri giovani alla terrazza Petroni.
“Il candidato sindaco Raspini – dichiara in una nota Fabio Barsanti – dopo otto anni di giunta e zero idee per il parco fluviale, all’interno del quale non è stato previsto un solo evento o una sola idea di richiamo, adesso vorrebbe venderci l’intenzione di portare i giovani sul fiume attraverso un ‘parco della creatività’. La solita idea buttata lì tanto per fare, quando alla sinistra non è mai interessato riportare i lucchesi a frequentare il parco fluviale”.
“Hanno avuto dieci anni di tempo per pensare ad un’idea di parco fluviale – continua la nota – ma l’unica cosa che sono riusciti a fare, nello scorso mandato, fu quella di renderlo preda dei profughi accolti all’ex Croce Rossa. Finita l’emergenza immigrazione, l’unica cosa che anima il parco fluviale, a parte i lucchesi che ci vanno a passeggiare e correre, è il campo rom di via della Scogliera, ancora presente nonostante sia uno dei principali ostacoli per un suo vero rilancio”.
“Il parco fluviale va necessariamente fatto rivivere – prosegue Barsanti – ma non con idee calate dall’alto o strutture da affidare a qualche associazione amica ma che poi vengono snobbate dai giovani. Il parco fluviale si rilancia assicurandone pulizia e manutenzione, anche degli arredi urbani, spesso disastrati o danneggiati; portando sulle rive del Serchio eventi di richiamo e non solo per le varie cricche vicine all’amministrazione, strumenti per lo sport all’aperto, attività sportive e ricreative legate al fiume e all’acqua, locali dove poter proseguire la serata fuori dalle Mura, come accade in molte altre città. Raspini ha avuto otto anni di tempo non solo per proporre, ma per fare, e il risultato è il niente assoluto”.