Sgarbi a Viareggio: “Non ci può essere ministro della cultura migliore di me”

14 agosto 2022 | 09:36
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Sgarbi a Viareggio: “Non ci può essere ministro della cultura migliore di me”

Il parlamentare e critico d’arte a ruota libera agli ‘Incontri del Principe’: “La vittoria del centrodestra alle prossime elezioni è scritta”

“Io nuovo ministro dei beni culturali? Non vedo altri migliore di me”. Un Vittorio Sgarbi leggermente infortunato per una caduta non perde la sua ironia e soprattutto le dice con la consueta schiettezza. Nel nuovo appuntamento de Gli Incontri del Principe in piazza Maria Luisa sulla passeggiata di Viareggio il critico e studioso d’arte intervistato dal conduttore Stefano Zurlo parla a ruota libera della situazione politica e della campagna elettorale. E i suoi giudizi sono, come è logico immaginare sono molto taglienti.

“Il centrosinistra è modestissimo, Renzi e Calenda sono nulli, il centrodestra serio e determinato, Sgarbi è eccelso”. Il pubblico molto numeroso scoppia in un applauso mentre Zurlo chiede a Sgarbi in quale schieramento sarà. “Sicuramente mi candido. Non sarò nel gruppo Noi moderati perché non sono moderato. Mi piacerebbe che il mio e gli altri schieramenti moderati nell’orbita del centrodestra facessero parte di un gruppo che si chiama Rinascimento. Altrimenti sarò nel centrodestra”.

Una considerazione a parte la meritano i Cinque Stelle e anche in questo caso Sgarbi non la manda a dire. “Da Cinque Stelle e cioè un hotel di lusso sono diventati una pensione a una stella. Hanno fatto peggio di Renzi che si è danneggiato per un eccesso di presunzione. La vittoria del centrodestra alle prossime elezioni è scritta”. Come accentratore di incarichi Vittorio Sgarbi ha una sua spiegazione. “Se facessero tutti come me ci sarebbe una vera spending review. Io sono sindaco a Sutri, il pro sindaco a Urbino, assessore alla bellezza a Viterbo. Lo stipendio è uno solo, gli incarichi tanti e se tutti facessero così si risparmierebbero tanti stipendi pubblici e quindi i parlamentari dovrebbero avere incarichi locali nei loro collegi”. Purtroppo la cultura non è nei programmi elettorali dei partiti in questa campagna elettorale. “Questo non è accettabile e il centrodestra – dice Sgarbi – se andrà al governo dovrà bilanciare questo squilibrio in base al quale la cultura è tutta di sinistra”. Sgarbi si è augurato che Berlusconi possa diventare presidente del Senato, dopo che lui stesso fece i sondaggi per proporlo presidente della Repubblica. “Un obiettivo che parve subito irrealizzabile”.

C’è stato anche un siparietto con il direttore de La Verità Maurizio Belpietro che è salito sul palco chiamato da Zurlo per duettare con Sgarbi. “Berlusconi possiede 24mila quadri – ha detto Sgarbi – ma io ne prenderei solo sei”. E a proposito di arte la serata si è poi incentrata sul centenario del Grand Hotel Principe di Piemonte e sul libro Cento anni da Principe scritto da Manila Alfano e che pubblica anche un saggio dello stesso Vittorio Sgarbi. Lo studioso e critico ne ha approfittato per parlare della città di Viareggio e del suo gioiello liberty. “Che in origine si chiamava Select e ha visto passare tutti i personaggi del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo in cento anni, dal 1922 ad oggi, che sono stati rivoluzionari. Viareggio è cultura come dimostrano i nomi di Giacomo Puccini, Mario Tobino, Lorenzo Viani che qui sono nati o sono vissuti. Viareggio rivisitazione della Costa Azzurra – ha proseguito Sgarbi – ha visto e vissuto la storia con i suoi locali come il gran Caffè Margherita, l’Excelsior che ora viene riportato a nuova vita con un  grande progetto, le magnifiche opere di Galileo Chini, il Klimt italiano, a villa Argentina”.

Sgarbi ha sottolineato come il bellissimo libro Cento anni da Principe metta in rilievo la testimonianza di un tempo sospeso che è il miglior vanto per questa magnifica opera nata un secolo fa”. Sgarbi ha augurato che Viareggio possa ritrovare presto una stagione di rinascita e di resurrezione. “Nei prossimi cento anni Viareggio deve recuperare la sua gloria con un lungomare che è unico e nel quale ci sono sempre i segni evidenti della Bella Epoque. Viareggio rappresenta un sogno, una dimensione onirica. E i sogni ritornano. A Viareggio il sogno deve continuare”.