No alle classi pollaio, anche Potere al Popolo in piazza con sindacati, genitori e studenti

Il prossimo anno, nella provincia di Lucca, ci saranno 30 casi critici sui diversi ordini di scuolaL
Domani (22 giugno) alle 17, Potere al Popolo sarà in piazza insieme a Cobas Scuola, Flc-Cgil, docenti, genitori e studenti a difesa della scuola pubblica e contro le classi pollaio.
Infatti, il prossimo anno, nella provincia di Lucca, ci saranno 30 casi critici sui diversi ordini di scuola.
“Il ministero – dicono da Palp – che, ormai da anni, parla di personalizzazione della didattica, di lotta dispersione scolastica, di inclusione e di nuove metodologie digitali, continua invece a tagliare sulla scuola, peggiorando le condizioni materiali e rendendo impossibile ai docenti il lavoro di relazione necessario per rendere autentica e significativa l’esperienza scolastica di ogni alunno. I soldi stanziati col Pnrr contro la dispersione vanno a finanziare progetti e progettini che, in barba all’obiettivo dichiarato, non incidono sullo stato delle cose. E a rimetterci sono ovviamente le scuole che raccolgono un’utenza più fragile. Infine le classi pollaio decretano il fallimento dell’inclusione, di cui a tanti piace riempirsi la bocca. Mentre si chiede agli insegnanti di sostegno di fare i salti mortale, disegnare progetti di vita addosso ai ragazzi, favorire la relazione con i pari, fare esperienze per l’inserimento nel mondo dopo la scuola che per tante famiglie rappresenta un buco nero, gli alunni con disabilità sono sempre più sottoposti ad ambienti che non permettono di vivere la scuola con serenità e che non sono adattabili alle loro esigenze cognitive. A tutto ciò va ad aggiungersi la mancanza di continuità: anche quest’anno l’università di Pisa mette a bando solo 250 posti, divisi su quattro gradi, per il corso di abilitazione al sostegno didattico“.
“Stanziare fondi per diminuire gli alunni per classi – conclude Palp – assumere i docenti per garantire la continuità, aumentare l’organico Ata per il buon funzionamento della comunità scolastica, questo è quel che serve fare per la scuola. Basta classi pollaio“.