Il sindaco: “Pertini? Un caso montato. A bloccare l’intitolazione fu il centrosinistra: l’ex amministrazione annullò la delibera di Favilla”

23 ottobre 2023 | 15:26
Share0

Pardini convoca la commissione toponomastica per riprendere il percorso e va al contrattacco: “Sono stato offeso e minacciato di morte, l’opposizione ha creato un clima d’odio e un danno d’immagine alla città”

Arriva in una sala degli Specchi che è affollata di esponenti della maggioranza e dalla sua giunta al completo. Sotto braccio ha un fascicolo di documenti, che sventola non appena prende la parola, con la volontà, dice, di mettere “un punto fermo”, una “pietra tombale” su una vicenda che per il sindaco Mario Pardini segna uno “spartiacque”. Nella cartellina, oltre ad alcuni articoli apparsi su quotidiani e riviste nazionali, che definisce “falsi” e poco rispettosi di quella che definisce “l’immagine della vera Lucca”, il primo cittadino ha raccolto due delibere che, a suo avviso, chiarirebbero “una volta per tutte”, che la sua amministrazione “non ha negato una strada a Sandro Pertini, perché per una strada a quell’ex capo dello Stato un iter era già partito, avviato da parte dell’ex amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Mauro Favilla, nel 2009” ma che poi – aggiunge – si è interrotto, quando la giunta della prima amministrazione Tambellini, in una seduta dell’11 novembre 2012, aveva revocato l’atto, costituendo la commissione viaria e “indicando i propri criteri per le intitolazioni”. Intitolazioni da cui, nell’ambito del percorso ripreso dalla commissione il 21 agosto 2013, insieme a quello di un altro ex presidente come Giuseppe Saragat, “è sparito il nome di Sandro Pertini”, osserva Pardini. Ma quell’intitolazione ‘naufragata’ è rimasta però nel Sit, nel sistema informativo del Comune, come effetto, sostiene ancora Pardini, di un procedimento “avviato e poi annullato”. E infatti alcuni stradari, come è stato notato tra gli altri anche dall’ex assessore Celestino Marchini, riportano con il nome di via Pertini la traversa IV di via Nuova per Pisa a Santa Maria del Giudice. Ora l’amministrazione intende ripartire dal percorso tracciato dall’ex amministrazione Favilla e avviare l’iter per intitolare una strada a Pertini.

Il sindaco lo dice, circondato dagli assessori e dai rappresentanti dei gruppi consiliari della maggioranza, chiamati a raccolta in Comune, spiega scherzando come a voler allentare un attimo la tensione degli ultimi giorni, per dimostrare che no, non solo non è isolato “ma il caso che il centrosinistra di Lucca ha volutamente strumentalizzato per motivi ideologici ha cementato l’unione delle forze che guidano questa amministrazione”. Ma avverte subito: “Questa storia segna uno spartiacque, perché è evidente che il centrosinistra sta creando un clima di odio, raccontando cose non vere. Hanno scelto di farlo con Pertini, un simbolo che è stato usato contro di noi come un clava”.

Parole che il sindaco pronuncia senza nascondere il suo nervosismo per il caso finito alla ribalta nazionale: “Non sono così, chi mi conosce lo sa. Ma qui ci attaccano usando l’ideologia”, sostiene Pardini, che da quando è scoppiata la polemica per la bocciatura della mozione con la quale il consigliere comunale di centrosinistra, Daniele Bianucci, aveva proposto di intitolare una piazza o una strada all’ex capo dello Stato, ha ricevuto insulti e minacce sia sui suoi profili Facebook (anche privati) sia che alla mail istituzionale di sindaco: “Sei un verme”, gli hanno scritto. “Vorrei vederti appeso a testa in giù”, ha ribattuto un altro. “Auguri di morte”, dice di preferire chiamarli, che sono stati segnalati alla polizia postale, non prima di aver risposto, uno ad uno, ai messaggi ricevuti: “Mi sono messo a rispondere a tutti – afferma Pardini – spiegando come erano andate le cose e dalla maggior parte ho ricevuto scuse”. Ora, il prossimo passo, a dimostrare che “sulla questione dell’intitolazione a Pertini il nostro voto in consiglio comunale è stato sul metodo e non certo sul merito”, il sindaco ha ottenuto di far convocare per venerdì (27 ottobre) alle 10 la commissione toponomastica e studi viari, per rivalutare le intitolazioni decise con la delibera della giunta Favilla del 2009 e “successivamente revocate”, si legge nell’atto di fissazione della riunione, con la delibera del 2012, che l’aveva revocata. Non sarà comunque facile procedere con nuove intitolazioni. Perché il procedimento è complesso: è non soltanto costoso ma difficile da realizzare perché chiama in causa disagi per i residenti. Lo ammette anche l’assessore Moreno Bruni, spiegando che “negli ultimi cinque anni alla commissione toponomastica del Comune sono arrivate moltissime richieste che non erano state nemmeno esaminate. L’iter per cambiare il nome ad una via o ad una piazza non è così semplice. Produce notevoli costi e i residenti nella strada interessata spesso, per ovvi motivi, si oppongono”. Ad ogni modo, fanno sapere dal Comune, l’intera questione – e nello specifico quella di via Pertini – sarà completamente rivalutata.

giunta Pardini caso Pertinigiunta Pardini caso Pertinigiunta Pardini caso Pertini

Caso chiuso? Anche se il sindaco se lo augura, nessuno ci metterebbe la mano sul fuoco. Dal canto suo, Pardini che assicura di voler fare completa chiarezza sulla vicenda, non manca, a sua volta, di lanciare accuse. Il bersaglio sono i gruppi consiliari del centrosinistra: “Politicamente, il dato che emerge dalle delibere – sostiene Pardini – è che non è stata l’amministrazione di centrodestra a negare una strada a Pertini. Anzi, l’amministrazione di centrodestra dell’allora sindaco Favilla aveva previsto una intitolazione che è stata fermata dall’amministrazione di centrosinistra. Politicamente – ripete -, per noi il caso è chiaro e, mi auguro, chiuso. Certo quanto accaduto dimostra che qualcuno non si preoccupa di dare in pasto ai media nazionali la città per questioni di ideologia, qualcuno è disposto a svendere Lucca per simili strumentalizzazioni politiche. Gli attacchi che mi sono arrivati da alcuni esponenti dei gruppi di centrosinistra sono attacchi personali, non sono attacchi politici. E quel che è peggio: sono attacchi che fanno male a Lucca”. Pardini non si ferma. E anzi rilancia, convinto: “Su Pertini è stato tutto architettato e studiato a tavolino per colpirci – sostiene -: prima dal centrosinistra locale e a seguire fino al livello nazionale”.

Il sindaco, però, incalzato dai giornalisti, fa anche autocritica: “Premesso che si tratta a parere mio di una vicenda strumentalizzata dall’inizio alla fine, io rimpiango soltanto una cosa: non aver preso la parola in consiglio comunale e non aver subito chiarito. Non l’ho fatto perché al momento delle dichiarazioni di voto, il clima si era surriscaldato: esponenti della maggioranza sono stati insultati, l’assessore Fabio Barsanti ha alzato la voce sì, ma per invitare il presidente del Consiglio a riportare all’ordine l’aula. In quel frangente ho ritenuto, sbagliando, che fosse meglio non prendere la parola: l’ho fatto per non alimentare oltre le polemiche che stavano nascendo. Ho sbagliato, ma dico onestamente che non avrei mai pensato che su questo sarebbe stato montato un caso nazionale”. Ma così è stato. E negli ultimi giorni su Lucca si sono accesi i riflettori di giornali e tg nazionali. E dal centrosinistra sono piovute accuse all’indirizzo del sindaco, tacciato di essere stato, anche sul caso Pertini, “ostaggio dell’estrema destra”. Un caso che, indubbiamente, ha messo alla prova la maggioranza. Secondo Pardini, che ha vissuto in prima persona la pressione mediatica forte sulle formazioni politiche che lo sostengono, contraccolpi non ce ne saranno: “Anzi, siamo qui insieme perché siamo più compatti di sempre. Le forze politiche della maggioranza, tre partiti e tre liste civiche, sono una sintesi che da 18 mesi è all’amministrazione della città: al suo interno ci sono anime diverse ma siamo tutti a disposizione per fare il meglio possibile per questa città”. Quello che cambierà, suggerisce ancora Pardini, “saranno i rapporti con l’opposizione, per cui questa vicenda segna un prima e un dopo. Sono deluso da questo loro modo di fare politica che ha l’opposizione, noi siamo qui per il bene della città, non per smania di potere”.

Il sindaco interviene anche sulla questione dell’intitolazione di una via a Falcone e Borsellino, fornendo nuovamente la sua interpretazione dei fatti. Il caso lo aveva sollevato lui stesso nei giorni scorsi, per rispondere al centrosinistra, sostenendo che l’ex amministrazione Tambellini aveva bocciato la mozione presentata dall’allora consigliere comunale di opposizione Fabio Barsanti. L’intitolazione era poi avvenuta, avevano fatto notare al sindaco, dal centrosinistra: “La mozione che aveva presentato Barsanti era stata protocollata otto mesi prima dell’intitolazione, due mesi prima cioè che il percorso partisse in commissione viaria”. Tra l’altro, fa notare sempre Pardini, figurava anche il nome dei due giudici uccisi dalla mafia nelle proposte di intitolazione già presenti nella delibera della giunta Favilla, e poi successivamente annullata.

Restano, nemmeno tanto sullo sfondo, il fatto che esponenti della maggioranza non gradiscono l’idea di una via intitolata a Pertini. Non certo irrilevante la posizione del capogruppo di Fratelli d’Italia, Lido Fava, che, dopo essersi scusato per quel ”A noi”, gridato nell’emiciclo, ai microfoni di Rai Tre ha confessato di non essere a favore della proposta di dedicare una strada all’ex capo dello Stato: “Fava ha espresso delle opinioni personali ma ha anche detto, in una parte di intervista che è stata tagliata, che seguirà la linea indicata dal sindaco”, sostiene al riguardo Pardini.

Caso Pertini, Fava (Fdi) a RaiTre: “Ho sempre contestato il fatto che abbia omaggiato la salma di Tito”