Caso Pertini, Tambellini: “La delibera di Favilla? Era rimasta lettera morta: noi la revocammo perché era un atto sbagliato”

23 ottobre 2023 | 18:29
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Caso Pertini, Tambellini: “La delibera di Favilla? Era rimasta lettera morta: noi la revocammo perché era un atto sbagliato”

L’ex sindaco: “Darle seguito avrebbe significato costringere centinaia di persone a cambiare tutti i documenti. E poi mi chiedo: cosa vuole fare Lucca? Avallare un percorso per dedicare ad un simbolo come Pertini una traversa oppure omaggiarlo degnamente?”

Quando si sente chiamato in causa dal sindaco Mario Pardini per la delibera dell’ex amministrazione Favilla che proponeva il cambiamento di nomi per diverse di strade di Lucca (in realtà delle traverse), tra cui figurava anche l’intitolazione della traversa IV di via Nuova per Pisa a Santa Maria del Giudice, l’ex primo cittadino Alessandro Tambellini trasalisce: “Quella delibera – dice con fermezza – era un atto sbagliato, che avrebbe comportato disagi per centinaia di famiglie lucchesi. Non posso credere che l’attuale amministrazione chiami in causa un atto che abbiamo compiuto dieci anni fa, con grande razionalità e oculatezza, per difendersi dalle polemiche sorte sul caso Pertini”.

L’ex primo cittadino, alla guida per dieci anni della città alla testa del centrosinistra, spiega che nella seduta dell’11 del 2012, a pochi mesi dall’insediamento, fu fatta una “scelta saggia”: “Chi si riferisce all’atto della giunta Favilla del 2009 omette di dire che, di fatto, quella delibera rimase lettera morta e le intitolazioni non ebbero praticamente seguito. Il motivo è molto semplice ed è quello che indusse la mia amministrazione a fare un passo indietro – spiega Tambellini -: in quel documento si proponeva alla commissione toponomastica di procedere con la modifica del nome di diverse traverse. Approvarla significava dire a centinaia di persone che avrebbero dovuto cambiare tutti i loro documenti. Preferimmo fermare la cose e procedere con delle intitolazioni di nuove strade, ricordo ad esempio, quella del nuovo ospedale intitolata a Silvana Sciortino, oppure aree di parcheggio”.

Le considerazioni di Tambellini vanno però oltre: “Non voglio entrare nel merito dei nomi che vi figurano, alcuni certo controversi. Quello che dico e che pensammo anche all’epoca è che intitolare a personaggi e figure così importanti piccole strade, o semplici traverse, non fosse il percorso più sensato e soprattutto degno per simili profili. Il discorso vale soprattutto per Sandro Pertini, un ex capo dello Stato che è simbolo della libertà”. Una cosa però è certa, secondo Tambellini: “Le polemiche sorte sulla mozione che proponeva l’intitolazione potevano essere evitate – sostiene -: il Consiglio avrebbe potuto procedere con l’approvazione. Si tratta, del resto, di un atto di indirizzo, di cui si sarebbe poi potuta interessate la commissione toponomastica, evitando che il caso arrivasse all’attenzione nazionale”.

L’ex sindaco trova anche parole per spiegare il ‘caso’ dell’intitolazione di una via a Falcone e Borsellino, anche questa rievocata dalla maggioranza e in particolare dal primo cittadino in carica, Mario Pardini: “La mia amministrazione spiegò il motivo della bocciatura della proposta in consiglio comunale: avevamo già da tempo avviato un percorso di coinvolgimento delle scuole e dei giorni sulle figure dei due giudici e scegliemmo di arrivare ad una intitolazione della strada che venisse dal basso, proprio dai ragazzi con i quali poi tagliai il nastro della strada e lo feci come rappresentante dell’istituzione Comune. Non volevamo, insomma, che sull’intitolazione a due figure fondamentali della lotta alla mafia vi fosse il marchio della politica o di qualche partito politico”.