Fine vita, il Forum delle associazioni familiari della provincia di Lucca: “No a derive eutanasiche”
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La posizione: “Famiglia risorsa come sostegno incondizionato a favore delle fragilità dei propri cari, soprattutto malati e anziani”
Dibattito sulla legge per il fine vita, il Forum delle associazioni familiari della provincia di Lucca interviene sul tema.
“Il tema è molto delicato e al tempo stesso presenta diversi aspetti singolari da affrontare. Non possiamo lasciarci trasportare da ideologie o da mode effimere, ma essere coscienti che si sta decidendo su fatti concreti come le malattie gravi e soprattutto le sofferenze pesanti, al limite della sopportazione umana, di una persona. Il primo compito per una società evoluta come la nostra è di accompagnare queste Pprsone con rispetto, amore e tanta premura a una morte naturale dignitosa, che non può contemplare un suicidio assisistito: siamo nati per vivere la vita e non per vivere la morte. Ogni decisione o norma che portano oltre la morte naturale della persona è una pericolosa apertura verso derive eutanasiche, che possono dar luogo, anche se ben normate, a tante interpretazioni che nulla hanno a che vedere con la grave sofferenza e la malattia incurabile che ci portano naturalmente ad altra “vita””.
“Il Forum non ha ricette preconfezionate da dispensare e non ha nessuna volontà di sostituirsi alla scienza medica – prosegue la nota – Solo desideriamo fare una palese considerazione sul fatto che facciamo tanto in questi ultimi decenni per allungare la vita alle persone, per poi dargli la possibilità di togliersela secondo norme fittizie. In altre parole si vuole far passare nella società odierna una mentalità infeconda secondo la quale si può morire naturalmente o no. Detto questo, siamo contro l’accanimento terapeutico a qualsiasi costo, ciò ci risulta essere trattato anche dalla dottrina sociale della chiesa”.
“Quando si parla e si decide per la vita della persona le associazioni del Forum da sempre mettono in campo la famiglia come una risorsa ineguagliabile per la società: non solo come “culla” della vita, ma in modo particolare come sostegno incondizionato a favore delle fragilità dei propri cari, soprattutto malati e anziani. Una chiara testimonianza è stata sotto gli occhi di tutti durante l’epidemia del Covid, dove la famiglia è stata in prima linea per alleviare le sofferenze dei propri cari e non solo e per colmare le lacune delle istituzioni preposte. La famiglia deve essere affiancata e supportata in questi casi così delicati e particolari dalle istituzioni e non lasciata sola, come spesso accade, per accompagnare i propri cari ad una morte naturale degna di una persona”.