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Futuro di Geal, Baronti: “Basta allarmismi, lavoratori e servizi tutelati con l’ingresso in Gaia”

26 febbraio 2025 | 16:16
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Futuro di Geal, Baronti: “Basta allarmismi, lavoratori e servizi tutelati con l’ingresso in Gaia”

L’ex assessore regionale invita a superare la divisione attuale della provincia di Lucca in tre gestori diversi dell’acqua

Dopo il voto contrario di ieri (25 febbraio) da parte del consiglio regionale alla proroga della concessione del servizio idrico a Geal, interviene nel dibattito l’ex assessore regionale di Capannori, Eugenio Baronti, oggi responsabile sui temi dell’ambiente per Sinistra italiana Toscana. “Si sta scatenando – osserva – una polemica che raggiunge, in taluni esponenti politici, livelli quasi terroristici evocando imminenti catastrofi sulla testa dei lavoratori della Geal e sugli ignari cittadini lucchesi. Proviamo a ragionare con pacatezza”.

“È sicuramente vero, e anche comprensibile, che i sostenitori della proroga – dice Baronti – sbandierino sempre come elemento centrale della loro posizione quello delle tariffe tra le più basse in Toscana, però questa è solo una mezza verità. Si dimenticano volutamente di aggiungere che, a fronte di questo elemento positivo, ci sono gli investimenti per l’estensione del servizio tra i più bassi della Toscana e soprattutto, una bassa copertura del servizio acquedotto e fognature che lascia privi di servizi essenziali migliaia di cittadini”.

“Bisognerebbe anche aggiungere – incalza Baronti – che i 20 milioni di utili negli ultimi 10 anni, se ne sono andati, per un 51 per cento a finanziare altri servizi e spese generali del Comune di Lucca e il 49 per cento a finanziare in parte il Comune di Roma e in parte finiti nelle tasche di privati, invece che essere utilizzati per finanziare e migliorare il servizio”.

“Sempre per dirla tutta – continua – non bisognerebbe mai dimenticare che gran parte degli utili derivano dalla cessione dell’acqua ai pisani e livornesi e questo, se permettete, non è merito degli amministratori ma di madre natura che è stata generosa con il nostro territorio. La resistenza a oltranza, dichiarata stamani dal sindaco Pardini, molto probabilmente avrà il risultato di farci perdere dell’altro tempo prezioso per arrivare poi a fare in fretta e furia ciò che potremmo fare oggi con la dovuta calma e serenità. La perdita del posto di lavoro, agitata come una clava dell’uomo preistorico, è semplicemente una balla di dimensione spaziale, perché tutti i lavoratori saranno inglobati dentro Gaia con un trattamento economico equivalente e anzi, con qualche piccolo beneficio in più”.

“Gaia è il paradiso terrestre dei gestori del servizio idrico? Nemmeno per sogno, è una società partita male, senza uno dei due capoluoghi di provincia, che ha commesso errori – spiega Baronti – e fatto registrare ritardi e inefficienze, che però, strada facendo, sta cercando di superare per migliorare i suoi standard qualitativi, anche se ha ancora molta strada da fare per diventare un punto di riferimento regionale di una gestione pubblica virtuosa. La confluenza di nuove energie, esperienze e competenze, come quelle di Geal, potrà dare quella spinta positiva per fare ulteriori passi in avanti, ma soprattutto per mettere fine ad una provincia di Lucca divisa in due conferenze territoriali e con tre gestori diversi, se gli altri Comuni della Piana sapranno cogliere al volo questa opportunità per chiedere il passaggio alla conferenza territoriale 1 riunificando finalmente l’intera piana e l’intera provincia”.

“Ai sostenitori della gestione autarchica dell’acqua, chiedo: di fronte ad un servizio essenziale d’importanza vitale per l’uomo, di fronte ai cambiamenti climatici sconvolgenti, a intere aree del paese già precipitate in una crisi idrica senza precedenti, è possibile continuare a gestire il servizio idrico con una minuscola società di gestione con circa 35mila utenze allacciate, che sono poco più di un villaggio? Credo che sia nell’interesse di tutti – conclude Baronti – rafforzare l’unica società a completa gestione pubblica della Toscana per garantirci un futuro in cui sull’acqua, bene comune vitale, non sia più possibile fare profitti e dove tutti gli utili siano reinvestiti per estendere, migliorare e garantire un servizio di qualità per tutti”.