Lavoro e diritti, Potere al popolo Lucca: “Basta sfruttamento, servono misure contro il lavoro nero”

2 aprile 2025 | 20:23
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Lavoro e diritti, Potere al popolo Lucca: “Basta sfruttamento, servono misure contro il lavoro nero”

Il lavoro nero in provincia è particolarmente diffuso nei settori turistico, alberghiero e culturale, determinando una perdita di potere economico per le fasce medio-basse della popolazione

L’Ispettorato del lavoro di Lucca e Massa è intervenuto in due aziende che sfruttavano sedici ragazzi, pagandoli sotto alla soglia minima prevista dal Ccnl di settore, per un totale di quasi 30 mila euro di retribuzione mancante.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà economiche e precarietà lavorativa che colpisce l’Italia intera. Il report Istat dello scorso 26 marzo riporta che, in Italia, la popolazione a rischio di povertà è arrivata a quota 13 milioni e 860mila. Le nuove povertà dipendono da una tendenza strutturale del mercato del lavoro italiano, sempre più precario e sottopagato, e che riguarda categorie specifiche della popolazione: infatti, il 26,6 per cento delle donne rischia di divenire lavoratrice a basso reddito, il 35 per cento dei lavoratori a basso reddito sono di origine straniera, il 29,5 per cento dei lavoratori e delle lavoratrici con meno di 35 anni ha una probabilità maggiore di percepire un reddito scarso.

A livello provinciale, la situazione rispecchia questa tendenza. Lo sfruttamento del lavoro nero e grigio è particolarmente diffuso nei settori turistico, alberghiero e culturale, determinando una progressiva perdita di potere economico per le fasce medio-basse della popolazione. Molti lavoratori stagionali si vedono costretti ad abbandonare il centro storico e i quartieri di prima periferia, dove i canoni di locazione risultano ormai insostenibili.

Sulla questione è intervenuto il movimento politico Potere al Popolo Lucca, che sottolinea la necessità di affrontare il problema del lavoro per garantire diritti e stabilità ai cittadini. Non si può parlare di diritto alla casa, di centro storico a misura del cittadino, di economia di prossimità senza affrontare il nodo del lavoro, affermano i rappresentanti del gruppo.

Il movimento propone provvedimenti concreti, come la sospensione della concessione del suolo pubblico per le attività che non rispettano i diritti dei lavoratori.Misure simili sono già state adottate in altre città, ma nessuna amministrazione, né di destra né di centro-sinistra, sembra disposta ad attuarle, perché significherebbe sfidare il modello economico su cui si regge la città, aggiungono.

Per Potere al Popolo, la lotta contro lo sfruttamento lavorativo deve passare anche attraverso l’informazione e l’organizzazione collettiva. “Ogni rivendicazione politica deve partire da un’attività capillare che costruisca l’educazione all’autodifesa sul lavoro, faccia informazione sui nostri diritti e e organizzi le forze affinché vengano rispettati. Non si può prescindere dal costruire mobilitazione sociale affinché le nuove generazioni, indottrinate a lavorare gratis dall’ideologia lavorista propinata dai Pcto, non abbiano paura a dire no” – conclude.