Dimensione europea per il Meeting dei diritti umani. Rossi parla di giustizia, pace e lavoro a diecimila giovani

10 dicembre 2014 | 11:30
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Dimensione europea per il Meeting dei diritti umani. Rossi parla di giustizia, pace e lavoro a diecimila giovani

“Fatevi avanti che il futuro è vostro”. E’ con queste parole che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha concluso il suo saluto ai quasi diecimila studenti che da stamattina gremiscono il Palamandela per il diciottesimo meeting dei diritti umani. Un intervento con cui, in primo luogo, ha voluto salutare le delegazioni di studenti e insegnanti arrivati dall’Istria e dalla Normandia, per la prima edizione del meeting con una dimensione europea.

“Tre Regioni si sono messe insieme e hanno ottenuto un finanziamento dalla Commissione europea che consentirà di organizzare il meeting anche per i prossimi anni – ha ricordato il presidente –. C’è anche un’Europa buona, insomma, quella degli Erasmus e degli incontri. L’Europa che ci ha dato 70 anni di pace e che ha consentito ai giovani di conoscersi. Poi abbiamo bisogno anche dell’Europa del lavoro”. Pace, giustizia, accoglienza. E’ su questi grandi temi che si è soffermato il presidente, ricordando anche la frase evangelica “Ama il prossimo tuo”. “Questa frase – ha sottolineato Rossi – non si riferisce a un prossimo astratto, ma al vicino che abbiamo. Il primo obbligo che abbiamo, allora, è stare in pace con chi arriva da lontano”. E quindi l’agricoltura sempre più importante anche per il futuro della Toscana. “C’è una buona notizia, in agricoltura contiamo 10 mila posti di lavoro in più – continua Rossi -. E il governo regionale, insieme all’Unione europea, intende aiutare i giovani che vogliono tornare all’agricoltura. Questo è il nostro futuro, questo significa garantirci anche sicurezza, perché l’agricoltura non produce solo cibo, ci aiuta anche contro le alluvioni”. Ed è in questo contesto che il presidente ha ricordato la decisione del governo toscano di impedire nuovo consumo di territorio. “I campi devono rimanere campi, non si deve più costruire dove non si è ancora costruire. Questa è la legge più importante che abbiamo fatto”.
Sul palco del Mandelaforum anche il sindaco di Firenze Dario Nardella. Il primo cittadino, in vista dell’Expo 2015, ha invitato a non parlare solo di consumismo e turismo, ma a riflettere sulle diseguaglianze nel mondo e fare qualcosa. “Sprechiamo 1 milione e 300 mila tonnellate di cibo – precisa -, che è quattro volte quello che servirebbe a sconfiggere la fame nel mondo. Che invece cresce, assieme ai poveri e i miliardari. Come i profughi, con una famiglia che ogni minuto, anche oggi, viene sfollata dalla Siria”. “Vi abbiamo tradito – ha aggiunto il professor Joseph H. H. Weiler dell’Istituto universitario europeo di Fiesole, da quattordici mesi in Italia -. Vi abbiamo tradito inquinando e usando in modo irresponsabile l’energia del mondo, pensando solo al nostro benessere. E non ci sono scuse per questo. Questo mondo si può però cambiare: assumendo ciascuno un impegno a favore degli altri e lasciandosi coinvolgere dalla politica, senza lasciarla ad altri”. Parole simili a quelle del professor Emanuele Rossi, docente di diritto costituzionale al Sant’Anna di Pisa, anche lui amico del Meeting. “Lo sviluppo sostenibile – ha ricordato Rossi – è possibile solo se lo sviluppo è uguale per tutti i paesi e se una generazione evita di sprecare risorse a danno di quelle successive, rubandogli opportunità. Rinunciando anche a qualcosa per sé, se necessario”.