Sollicciano, un detenuto evade dal carcere. Fermato dalla polizia penitenziaria a pochi chilometri
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Un’evasione dal carcere durata un’ora. E’ accaduto intorno all’una di oggi pomeriggio (9 gennaio) a Sollicciano e ha visto protagonista un detenuto di nazionalità marocchina, 30 anni, ristretto per spaccio di droga, lesioni ed oltraggio a pubblico ufficiale. “Sono stati momenti di grande tensione” spiega il segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) Donato Capece. Il detenuto è fuggito dal campo sportivo del carcere e, scavalcando il muro di cinta, si è allontanato. L’agente di polizia penitenziaria in servizio di vigilanza sul muro di cinta se ne è subito accorto ed ha dato l’allarme. Altri poliziotti sono usciti immediatamente dal penitenziario e si sono messi sulle tracce del fuggitivo, arrestato dopo circa un’ora nei pressi del cimitero di Ugnano, a pochi chilometri dal carcere. Capece punta il dito contro il sistema della “vigilanza dinamica” che è in atto nel carcere di Firenze Sollicciano: “In pratica, si vuole cercare di tenere tutta la giornata aperti i detenuti per farli rientrare nelle loro stanze solo per dormire, lasciando ad alcune telecamere il controllo della situazione. Il Sappe si batte da tempo contro questa improvvisa soluzione che si ritiene assolutamente destabilizzante per le carceri italiane. E’ infatti nostra opinione che, lasciando le sezioni detentive all’autogestione dei detenuti, si potrebbero ricostituire quei rapporti di gerarchia tra detenuti per cui i più potenti e forti potrebbero spadroneggiare sui più deboli e determinare soluzioni di tensione ed eventi critici, come l’evasione di oggi conferma. In secondo luogo, sempre a nostro avviso, si sta ignorando l’articolo 387 del codice penale per il quale potrebbe essere comunque l’agente, anche se esiliato davanti a un monitor, a rispondere penalmente di qualsiasi cosa accada nelle sezioni detentive. Ancora più grave potrebbe essere l’accentuarsi in maniera drammatica di episodi di violenza all’interno delle stanze dove i detenuti non sono controllabili”. Ma il primo sindacato della polizia penitenziaria richiama anche “la disattenzione dei vertici regionali toscani dell’amministrazione penitenziaria verso le criticità del carcere fiorentino di Sollicciano, considerato che ancora non si adottano interventi urgenti per garantire adeguati livelli di sicurezza del carcere e migliori condizioni di lavoro per i poliziotti penitenziari nonostante le nostre reiterate sollecitazioni”.