Serie C, caos campionato. In Coppa niente triangolare

6 agosto 2018 | 15:16
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Serie C, caos campionato. In Coppa niente triangolare

Sarà Lucchese-Arezzo al Porta Elisa a decidere chi passerà il turno di Coppa Italia di serie C. Il giorne D di Coppa, infatti, rimane a due squadre. Così ha stabilito oggi il consiglio direttivo della Lega Pro, nel giorno in cui è ufficializzato l’ingresso nell’organico della prossima stagione di Cavese, Imolese e Juventus B.

Ma la situazione è di puro caos e, per ora, l’unica certezza è che il campionato dovrebbe cominciare il 2 di settembre. A renderlo noto il consiglio direttivo con una nota ufficiale: “Il ConsigliodDirettivo della Lega Pro riunitosi a Firenze ha preso atto dell’attuale situazione sulla base delle ammissioni decise dal commissario straordinario della Figc di Cavese, Imolese, e Juventus U23 al campionato di serie C e si è provveduto all’integrazione dei gironi A, B e C e alla sentenza del Tribunale federale nazionale che ha ritenuto ripescabili i club di Catania, Novara, Robur Siena e ha formulato l’ipotesi di formazione dei gironi di Lega Pro. Il consiglio direttivo ha deciso, al momento, di posticipare l’inizio del campionato alla prima domenica di settembre e di indire per mercoledì 22 agosto a Roma la definizione dei calendari per il campionato 2018 -2019″.
“Nella stessa giornata – prosegue la nota – è stata convocata l’assemblea dei club che deciderà sulla base di alcuni temi: le decisioni tecnico-sportive; le risorse a partire da quelle provenienti dai diritti tv della ex legge Melandri; le norme relative alle licenze nazionali che salvaguardino la competizione sportiva. L’assemblea sarà chiamata ad esprimersi se iniziare o meno il campionato 2018-2019. Siamo in un clima di totale incertezza e precarietà nel calcio italiano che ha l’esigenza che si convochi l’assemblea elettiva per dar vita ad una nuova governance che superi il regime commissariale per un governo della Figc capace di traghettare verso una stagione di riforme non più rimandabile: ci vuole un sistema di regole che consentano di dare certezza e di avere rispetto per chi investe nel calcio; occorre avere risorse dai diritti tv della ex Melandri, in rispetto dei principi sanciti dalla legge; una riforma dei campionati e di una “sostenibilità” sostanziale e non di facciata o basata su semplici annunci propagandistici”.