Qualità delle acque, M5S propone la fitodepurazione

18 aprile 2016 | 14:01
Share0
Qualità delle acque, M5S propone la fitodepurazione

Estendere il sistema naturale di fitodepurazione delle acque al posto del ricorso all’uso dei composti chimici (acido peracetico), ribadire un secco no alla realizzazione di un impianto crematorio dannoso per la salute, l’ambiente e l’economia del territorio, e promuovere un tavolo di regia integrato per coordinare gli interventi sul Lago di Massaciuccoli, a livello di salvaguardia ambientale, promozione turistica ed economica per togliere dal degrado e riportare alla vita lo specchio d’acqua caro a Puccini, restituendolo alla collettività. Questo in sintesi quanto emerso nell’incontro promosso dal Movimento 5 Stelle Viareggio che si è tenuto sabato presso la circoscrizione Torre del Lago alla presenza di Mirko Busto, membro della commissione ambiente della Camera dei Deputati, oltre che del portavoce in consiglio regionale Gabriele Bianchi e dei consiglieri comunali, rispettivamente di Viareggio, Annamaria Pacilio, e di Massarosa, Daniele Bernardi.

La mattinata è iniziata con una visita della piccola delegazione all’impianto di fitodepurazione di Vecchiano dietro la guida del presidente del Consorzio di Bonifica Ato nord 1 Ismaele Ridolfi. Davanti agli occhi la sorprendente realtà dell’impianto di fitodepurazione di San Niccolò, il più grande d’Italia: una vasta zona umida, di ben 15 ettari, ricolonizzata con essenze vegetali tipiche delle zone palustri, all’interno della quale le acque da trattare sostano per perdere parte consistente del loro carico inquinante andando a contrastare l’eutrofizzazione del lago e contribuendo nel contempo a una riqualificazione naturalistica del territorio che acquisisce anche un maggiore appeal per una fruizione ricreativa della zona. Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove si studia l’efficacia di diversi metodi di fitodepurazione, nato su un progetto attuato in forma sperimentale grazie alla collaborazione tra il Consorzio e l’istituto Superiore Sant’Anna di Pisa, esempio di buone pratiche amiche dell’ambiente che stanno portando ottimi risultati, addirittura ben oltre ogni migliore aspettativa. “Da una parte un lago ormai morto  spiegano dal Movimento Cinque Stelle -, come l’acqua che staziona nella prima parte dell’impianto, senza alcun segno di vita, dall’altra la sorprendente scoperta che passando attraverso un sistema di vasche, per effetto della purificazione effettuata dalle piante, alla fine del suo percorso l’acqua torna a essere vita, e a restituire l’afflato vivificante a tutto l’ambiente palustre che si ripopola come d’incanto di pesci, aironi, cavalieri d’Italia, oche e cormorani. Quello che potrebbe diventare nuovamente il nostro Lago – si aggiunge -, assoggettato nel tempo a inadeguate politiche ambientali con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Un sistema di depurazione naturale a impatto zero da opporre all’uso dell’acido peracetico, la soluzione di pronto impiego che va per la maggiore tra i sindaci della Versilia per restituire alla svelta, alle acque, in vista della stagione estiva, una purezza buona solo all’apparenza: scelta miope rivelata dal rigore di logica secondo il quale non si può certo pensare di far rivivere l’ambiente e guarirlo dall’inquinamento a colpi di sostanze chimiche e acidi che al contrario non possono fare altro che ucciderlo. Una scelta che arriva dal fallimento di una politica che non ha saputo dare risposte valide e risolutive ai problemi aggravatesi nel tempo, calata dall’alto; come quella di creare un forno crematorio nella Frazione, senza un’attenta valutazione dei rischi in primis per la salute dei cittadini e dell’ambiente e poi delle ricadute negative su un paese già in affanno che vorrebbe vivere di turismo”. Si parte, come spiegato dal consigliere regionale Bianchi, “dal fatto che in Toscana esistono già nove forni crematori e il piano territoriale regionale afferma che questi sono sufficienti al fabbisogno della Regione”. Se poi aggiungiamo che di per sé la cremazione è un processo altamente energivoro, come ha spiegato la consigliera comunale Pacilio, e quindi “costoso in termini di consumi energetici e di produzione di sostanze inquinanti, la soluzione potrebbe essere la proposta di metodi alternativi, ecologici, che consentono un risparmio per le amministrazioni, senza bisogno di investire in forni crematori nocivi e costosissimi, salvaguardando la salute pubblica”.
Tornando alle problematiche del Massaciuccoli è necessario per il consigliere di Massarosa Daniele Bernardi, che “il risanamento del lago passi attraverso un tavolo di regia che valuti i diversi aspetti connessi tra di loro, economici, turistici, ambientali e sia attento a una visione circolare dell’economia, in grado di coordinare gli interventi sia degli attori locali, le categorie e le imprese operanti nei vari settori, che degli enti a vario titolo coinvolti, Comuni, Consorzio di Bonifica, Parco, che continuano ad andare scollegati ognuno per la propria strada. E’ importante che l’esperienza di studio del Sant’Anna venga messa a frutto e diventi una nuova realtà operativa da esportare su scenari e superfici sempre più ampie, consapevoli del fatto che il lago sopporta un’eutrofizzazione superiore tre volte al limite massimo. Imprescindibile agire anche sulle sorgenti inquinanti, eliminando lo sversamento di acque reflue, attuando l’ammodernamento degli impianti di depurazione, promuovendo un’agricoltura sostenibile, facendo in modo che la popolazione si riappropri del territorio togliendolo al degrado”. “Non ci dimentichiamo che in un ambiente abbandonato tutto diventa lecito- spiega il consigliere di Massarosa – come quello che accade alle cave dietro Bozzano dove si consuma ogni giorno ad opera di chi vive all’interno di un insediamento abusivo, nella piena illegalità, la combustione di rifiuti, cavi e copertoni, creando gravi danni all’ambiente e togliendo vivibilità a una fetta di territorio ormai off limits per la cittadinanza”.