Greco (Patto civico): “La mia esperienza di disagio all’ospedale Versilia”

La consigliera di Patto civico a Seravezza, Vanessa Greco, racconta la recente esperienza vissuta all’ospedale Versilia. “Qualche settima fa – esordisce Greco, che è anche presidente del comitato intercomunale sulla sanità – ho dovuto accedere al pronto soccorso dell’ospedale Versilia con un familiare anziano che necessitava di assistenza immediata. Lasciamo perdere lo stato di abbandono di certi ambienti, davvero inaccettabile: l’impressione, è inutile dirlo, è che la manutenzione non sia tra le priorità di chi dovrebbe interessarsi della struttura. La paziente, ripeto, anziana, e arrivata al pronto soccorso in condizioni piuttosto drammatiche, è stata subito registrata e presa in carico. Da quel momento, io e i miei familiari, abbiamo atteso circa 4 ore e mezza prima che ci fossero date notizie. Poi ci è stato chiarito il perché di quell’attesa: era un giorno di particolare afflusso, come capita spesso, del resto. Appena entrata nelle sale di ricovero del pronto soccorso, per raggiungere la mia parente, sono rimasta scioccata: sembrava uno spettacolo surreale, quasi come un ospedale da campo. Pazienti sistemati ovunque, nessuna privacy, medici e infermieri che passavano, in modo frenetico, da un paziente all’altro, facendo sicuramente del loro meglio per poter assistere tutti, ma in evidente affanno per un numero così elevato di utenti”
. Greco ricorda anche che gli stessi medici “Dicevano di avere il timore di incorrere in errori, vista la pressione e lo stato in cui sono costretti a lavorare. Resta palese anche ad un occhio inesperto che hanno bisogno di aiuto e non si può più far finta di niente,perché sono chiaramente sottodimensionati. Quel giorno al pronto soccorso c’erano almeno 20 pazienti che attendevano un letto in reparto, alcuni anche da 40 ore, ma se i posti letto ci sono, come affermano i vertici Asl, perché accade questo? A fronte di tutto ciò, com’è possibile che sempre dai vertici Asl continuino ad arrivare notizie, che definire allarmanti sarebbe un eufemismo, come quella di non avere in previsione nuove assunzioni? Non solo, perché come riportato nelle ultime assemblee sindacali, non sono neppure previste assunzioni, per sostituzioni di personale maggiori ad una percentuale dell’85 per cento, per quanto concerne posizioni che cessano, che è come dire che la scure del depotenziamento continua a progredire, almeno del 15 per cento e, a quanto pare, altrove non va meglio. E’ di stamattina la notizia riportata sui quotidiani locali da Valerio Musetti, esponente sindacale Cgil, che al Noa la situazione non è molto diversa dalla nostra, nonostante sia stata manifestata la volontà di stabilizzare parte dei precari: ciò non basta a risolvere i problemi e il quadro rimane ancora grave. Personale sottodimensionato significa far esplodere quello che rimane, causando non solo sovraccarico di lavoro ma facendo saltare turn over, riposi e ferie”.